Antibiotico-resistenza in area UE ed in Italia

9 marzo 2026
A067
Antibiotico-resistenza in area UE ed in Italia
L'antibiotico resistenza causa già oggi circa 35.000 decessi in area UE. Si stima che entro metà di questo secolo i decessi per antibiotico resistenza saranno la prima causa di morte nel mondo.

L'Italia è il paese UE più esposto e meno incline ad attuare una seria politica di riduzione dell'uso di antibiotici: il sistema di sorveglianza dell'ECDC (European Center for Disease prevention and Control) ci mostra il numero di isolati resistenti alle classi antibiotiche indicate per i batteri Escherichia coli, Klebsiella, Pseudomonas, Acinetobacter:











Qui di seguito sono elencati invece alcuni dati relativi alle resistenze multiple:
Escherichia coli - resistenza multipla fluorochinoloni+aminoglicosidi+cefalosporine 3.220
Klebsiella - resistenza multipla fluorochinoloni+aminoglicosidi+cefalosporine 4.187
Acinetobacter - resistenza multipla fluorochinoloni+aminoglicosidi+cefalosporine 2.075

Si tratta di batteri dalle documentate doti proinfiammatorie, in alcuni casi (E. coli) potenziali produttori di sostanze genotossiche (colibactina) con ruolo cancerogeno, in altri casi (Acinetobacter) potenzialmente letali in ambito ospedaliero.
L'uso non appropriato di antibiotici non produce effetti negativi solo aumentando il numero di batteri resistenti ma anche depauperando il microbiota, che è oggi universalmente riconosciuto dalla comunità scientifica come uno dei key-regulator del sistema immunitario. Numerosi studi hanno attestato che ad ogni ciclo di terapia antibiotica si perdono batteri commensali importanti per la produzione di metaboliti anti-infiammatori e si riducono ricchezza e biodiversità del microbiota intestinale, due delle caratteristiche alla base delle sue fisiologiche funzioni.
Ciò espone ad una riduzione della performance generale del sistema immunitario, con conseguenze (documentate) sulla ridotta risposta ai vaccini, sull'incremento delle patologie del sistema immunitario stesso (malattie autoimmuni ed allergiche), sull'incremento del rischio di cancro e sulla vulnerabilità nei confronti dei patogeni opportunisti con necessità di ricorso ad ulteriori terapie antibiotiche, alimentando così un circolo vizioso.

E' compito di tutti gli operatori sanitari prendere coscienza di questo problema, del fatto che in Italia siamo particolarmente esposti, e iniziare ad invertire la rotta.

Fonte dei dati: ECDC

Giovanni Buonsanti