Aderenza alla dieta mediterranea.
Lo studio ARIANNA dell'istituto superiore di sanità ha valutato l'aderenza alla dieta mediterranea su un campione statisticamente rappresentativo di circa 3700 italiani. I risultati sono stati pubblicati nel 2024 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10927747/
e sono in pratica questi:
- Alta aderenza: 5%
- Media aderenza: 84%
- Bassa aderenza: 11%
Questi risultati sono stati ottenuti utilizzando uno questionario validato e pubblicato in precedenza (Monteaguto et al https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4452755/) con 14 domande che sviluppano uno score massimo di 24 punti; nello studio ARIANNA il sistema di attribuzione dello score era così stabilito:
🟩 Alta aderenza
Punteggio ≥ 11 su 24
🟨 Media aderenza
Punteggio tra 6 e 10 su 24
🟥 Bassa aderenza
Punteggio ≤ 5 su 24
Leggendo il paper mi è parsa evidente come una sensazione di stima ... troppo ottimistica.
Ho quindi provato a simulare delle risposte ai questionari e relativi punteggi basati sul sistema di scoring dello studio, ecco un esempio:
1) Porzioni di frutta per pasto principale: 0
2) Porzioni di verdura per pasto principale: meno di 2
3) Porzioni di cereali (pasta, riso, pane ecc.) per pasto principale: 1-2
4) Porzioni di legumi a settimana: meno di 2
5) Porzioni di olio EVO a pasto principale: 1
6) Porzioni di patate a settimana: meno di 3
7) Porzioni di frutta secca al giorno: 1-2
8) Porzioni di derivati del latte al giorno: 2
9) Porzioni di uova a settimana: 2-4
10) Porzioni di pesce a settimana: meno di 2
11) Porzioni di pollame a settimana: 2
12) Porzioni di carne rossa a settimana: più di 2
13) Porzioni di dolci a settimana: più di 2
14) Bicchieri vino/birra al giorno: più di 2
Le risposte che hanno ottenuto 3 punti sono la n. 3 (cereali per pasto) e la n. 5 (olio EVO per pasto)
Le risposte che hanno ottenuto 2 punti sono la n.
7 (frutta secca al giorno) e la n. 8 (derivati del latte al giorno, si noti che da i derivati del latte è citato anche il gelato...)
Le risposte che hanno ottenuto 1 punto sono la n. 6 , la n.9 e la n. 11 che valutano rispettivamente il consumo di patate, uova e pollame a settimana
Le altre risposte hanno ottenuto punteggio 0
Pertanto questo questionario simulato ottiene 13 punti su 24 e viene classificato come: ALTA ADERENZA alla DM
Ovviamente è chiaro (non solo agli addetti ai lavori) che una persona che dichiara di non consumare frutta, pochissima verdura, pochi legumi, poco pesce, molta carne rossa, molti dolci ed alcol non può essere certo considerata "alta aderente" alla DM... quindi i risultati della survey ARIANNA, per quanto già poco rassicuranti, a mio avviso non rispecchiano in modo fedele una situazione che è molto peggiore rispetto alle percentuali di aderenza alla DM pubblicate.
In ogni caso a prescindere dallo strumento di valutazione è evidente uno scollamento sempre più marcato tra le abitudini alimentari nel nostro paese e le raccomandazioni del mondo scientifico accademico, come se fossero due percorsi divergenti: più si parla dell'importanza di specifici pattern alimentari nella prevenzione e trattamento di molte patologie croniche non trasmissibili (importanza mediata anche dall'impatto positivo della DM sul microbiota, il regista dietro le quinte dei processi biologici che conducono ai dismetabolismi) più notiamo un distacco della popolazione da questi stessi pattern. Mentre la dieta mediterranea registra forse il suo più basso indice di gradimento, la stessa finisce addirittura nel SNLG (sistema nazionale linee guida) per la prevenzione e gestione di patologie croniche.
